La Musica è espressione dell’ anima ed ha la capacità di mettere in relazione le parti emozionali di ciascuno. Potremmo immaginare che attraverso le note si possa creare una relazione emotiva tra chi la crea e chi la ascolta. Per dirla con Claudio Naranjo, “ […]la musica può essere anche meditazione e può esserlo per il compositore, per l’ esecutore e per l’ ascoltatore”. Ha la capacità di far entrare dentro se stessi, di creare quella forma di “centratura” tanto utile quanto indispensabile per rendere ancora più efficace lo studio introspettivo di ciascuno di noi. In alcuni casi arriva perfino ad accelerare o, semplicemente, a favorire i processi di catarsi che spesso il Counselor cerca di stimolare.
   La musica, comunque,  è anche soggettiva e anch’ essa fa parte del bagaglio cultural-emozionale che ciascuno di noi porta con sé e che rappresenta, come altre modalità, il modo di esprimersi, di sentire, di provare emozionalmente. Non ci stupiremo, quindi, se alcune persone trovano molto conciliante e fonte di auto-concentrazione un brano Rock piuttosto che un brano di Musica classica romantica o decadente.

   Da non dimenticare la grande capacità della musica di “ancorare” momenti importanti ed eventi significativi della vita. Sembra perfino inutile citare l’ abitudine di quasi tutte le coppie di avere “una propria musica”, rappresentata abitualmente da un brano che evoca un momento o dei momenti particolarmente significativi e felici della coppia stessa.
   Essa svolge, inoltre, un ottimo supporto percettivo, utile al rilassamento e il Counselor può, ad esempio, utilizzare sempre lo stesso brano, per evocare ogni volta quelle sensazioni o sentimenti che ha evocato la prima volta. La musica, quindi, potrà essere ri-fatta ascoltare al cliente tutte le volte che al Professionista sarà utile evocare senso di tranquillità o di forza o di rabbia, etc.
   Personalmente utilizzo brani musicali di qualsiasi genere, in prima battuta, per far sintonizzare il mio interlocutore su se stesso e, non ultimo, per sintonizzare me stesso con lui. In seconda battuta sfrutto l’ effetto “ancora” di quei brani nel momento in cui potesse essere necessario. Ad esempio, quando il cliente arriva ad uno stato di coscienza alterata, oltre che ai più tradizionali metodi utilizzati per fissarla, un brano musicale adatto allo scopo potrà diventare utile per evocare, tutte le volte che serve, quel tipo di esperienza.
   Il semplice ascolto, invece, di una musica emozionalmente significativa, può evocare immagini, percezioni, emozioni, che arrivano apparentemente dal nulla e che potrebbero diventare utili in qualsiasi percorso di auto-conoscenza, di natura, evidentemente, più meditativo.

   La domanda, a questo punto, che potremmo porci è: “Ma quali musiche sono adatte agli scopi che ci stiamo prefiggendo?” Personalmente penso che non ci sia una risposta davvero esaustiva perché, in questo caso ci sono due variabili da affrontare: la sensibilità e il gusto sia del cliente che del Counselor. Personalmente ho visto apprezzare musiche che, a mio parere, erano a dir poco terribili, quali quelle new age o similari, ma che tuttavia ottenevano gli scopi prefissati. In altri casi ho visto funzionare molto bene tamburi di ogni tipo e provenienza, soprattutto nell’ evocare emozioni forti quali paura, rabbia e gioia.

   Se andiamo a studiare la musica pop e la musica cosiddetta leggera, vi sono Autori assolutamente all’ altezza di questo tipo di necessità: penso a Franco Battiato, a Mina, a Bruce Spreengstin, ai Beatles, ai Nightwish, a David Sylvian, a Celine Dion, ai Pink Floid, allo straordinario pianoforte di Ludovico Einaudi e a molti molti altri.

   Nella musica classica, invece, è opportuno fare alcune distinzioni.
   La musica di Bach potrebbe rappresentare un valido strumento di meditazione che porta verso l’ Alto e verso l’ Infinito. Penso alle sonate per Organo o alle variazioni Goldberg per piano o all’ “Aria dall’ Ouverture n° 3 in D Major” oppure “Jesus bleibet meine freude”.
   Beethoven , invece, con le sue Sinfonie come la Quinta, la Sesta o la Nona, porta alla vibrazione delle emozioni forti, mentre con alcune Sonate per pianoforte favorisce il rilassamento e la quiete vigile.
   Wagner, con la sua maestosità, in alcuni Preludi favorisce la “discesa” in noi stessi.       Molto meditative e oniriche trovo anche le Sinfonie di Mahler, in molti momenti, come il quarto movimento della Quinta Sinfonia.
   Brahms, sia nelle Sinfonie che nei Concerti, porta con sé gli elementi dell’ Amore Supremo ed Erotico contemporaneamente, mentre Haendel, e Vivaldi in alcuni suoi Gloria, portano nel contempo emozione introspettiva e gioia.

   Rimanendo, invece, di più sulle generali, lo strumento Voce Solista e lo strumento Coro, sono portatori di commozione e senso di comunione e condivisione profonda.

   Non ultimi, alcuni Autori di Colonne Sonore di films, riescono a condensare in tempi molto brevi suggestioni emotive di larga portata. E cito  a questo proposito il nostro Ennio Morricone e John Barry insieme a Hans Zimmer.  

                                                                                                                                Alberto Dea

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