Gestalt, parola intraducibile dal tedesco, che abbraccia una grande varietà di concetti: figura, struttura, forma intera, configurazione. Lo scopo della Gestalt è di far scoprire, esplorare e sperimentare alla persona la sua propria forma, il suo modello, la sua interezza, integrando le parti.

La Gestalt è una disciplina affettivo-emotiva e una disciplina psico-corporea, che si prefigge di creare un adattamento creativo dell’organismo all’ambiente, identificando tutti i fenomeni di auto-bloccaggio e di resistenze a questo, nell’intento di aumentare il benessere dell’individuo, stimolando le risorse personali.

La teoria della Gestalt mira all’integrazione del corpo, dei sentimenti, del linguaggio e del comportamento attraverso l’uso delle metafore, delle immagini, della fantasia, lavorando con la postura , i movimenti del corpo, la messa in azione (amplificazione dell’esperienza vissuta), visualizzazioni e la piena espressione delle sensazioni che il corpo rimanda. La persona viene accettata nella sua interezza, cercando di far assumere con consapevolezza le responsabilità della ricerca del proprio benessere: la malattia non è causata da me, ma io ne sono “respons-abile”, accettando così l’unità di mente e corpo.

I metodi:

  • vivere le sensazioni e le emozioni nel “qui ed ora”, stare “con loro”, in modo da sperimentarle, riconoscerle e identificare tutte le modificazioni che il corpo può registrare nel momento stesso;
  • vivere il presente ed arrivare, eventualmente, al passato o al futuro, attraverso il qui ed ora;
  • amplificare (o ingigantire) il “sentito” del momento in modo da affrontare le emozioni di paura, rabbia, tristezza, vergogna o felicità nell’ambiente terapeutico, senza esserne sopraffatti, ma anzi mobilitando le risorse personali per finalità adattive;
  • non parlare di una cosa o di una persona ma parlare con esse, in modo da promuovere le emozioni, il sentito del momento e sviluppare l’immaginazione;
  • identificare, attraverso il monodramma, i personaggi chiave della propria vita in modo da “viverli” portando alla coscienza le emozioni del momento;
  • interpretare attraverso il gioco dei ruoli, le polarità della propria personalità (la parte che vuole o che non vuole - la parte razionale e quella emotiva - etc.) facendole dialogare alternativamente;
  • far parlare gli oggetti attivando così il proprio patrimonio emozionale;
  • stimolare l’immaginario e uscire dalla chiusura emozionale attraverso il sogno da sveglio guidato;
  • interpretare, attraverso il movimento del corpo, il sentito del momento;
  • promuovere l’autoresponsabilizzazione acquisendo la capacità di problem-solving e di decision making;

Edaordo Giusti nella presentazione del libro di P. Clarkson “Gestalt Counseling” , ha riassunto alcuni principi che la psicoterapia della Gestalt ha insegnato:

  • le emozioni non sempre sono controllabili dalla volontà;
  • non sempre abbiamo la responsabilità di ciò che sentiamo;
  • noi siamo sempre responsabili di ciò che facciamo, indipendentemente da ciò che sentiamo;
  • possiamo determinare al meglio le nostre azioni se abbiamo la piena consapevolezza di ciò che ci circonda;
  • possiamo raggiungere diversi obiettivi indipendentemente da ciò che sentiamo;
  • ogni momento è unico e tutti noi siamo immersi in un processo di cambiamento;
  • il mondo reale risponde soltanto alle nostre azioni e non alla nostra volontà o alle nostre emozioni;
  • il cuore della psicoterapia della Gestalt sta nella teoria paradossale del cambiamento;

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